venerdì
24 novembre 2017
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Il Venerdì Santo a Cagli
La processione del Cristo Morto

a cura di Atanasio

La cittadinanza cagliese usa, ormai da quasi 500 anni, ricordare la Passione e Morte del Signore attraverso la Processione del Venerdì Santo.

L'organizzazione della manifestazione di fede spetta, tradizionalmente, alla Confraternita di San Giuseppe e SS. Crocifisso che invita le altre quattro congregazioni cittadine, la Compagnia della Buona Morte e Orazione, la Confraternita della Misericordia, la Confraternita degli Artieri, la Compagnia della Madonna del Buon Consiglio, a prenderne parte.

La storia di queste confraternite cristiane non è dissimile da molte altre sorte in Italia nel medioevo: esse avevano soprattutto uno scopo solidaristico e caritatevole; oggi, dopo aver perso la connotazione primigenia, permangono vive nel tessuto cittadino proprio grazie alla Processione.

Le funzioni religiose del Venerdì di Passione cominciano nel primo pomeriggio. Nel Duomo vengono rivissute le tre ore di agonia col commento delle sette parole proferite dal Nazareno prima di spirare.

Durante questa solennità il Cristo ligneo, risalente al XVI secolo, è sul crocifisso in cima all'altare maggiore della Basilica Cattedrale e ai suoi piedi vengono poste le statue di San Giovanni, della Maddalena e di Maria.

Dopo che è stata commentata l'ultima parola il Cristo viene deposto dalla Croce e con una breve Processione viene riportato nella Chiesa di San Giuseppe assieme alle statue di Maria Maddalena, di San Giovanni e della Madonna. Qui si svolge forse la scena più toccante dell'intera giornata: Maria si distacca dal corpo del Figlio per essere trasportata dalla Compagnia della Madonna del Buon Consiglio nella Chiesa di San Bartolomeo dove rimarrà fino alla sera.

Il viso dolorante di Maria con le mani giunte in preghiera, il Cristo posto sul “cataletto” e coperto di un fine telo nero trasparente, la banda cittadina che suona toccanti musiche funebri coinvolgono i fedeli nel dolore della Madonna.

Gesù, trasportato dal clero cittadino, entra assieme a San Giovanni e alla Maddalena nella Chiesa di San Giuseppe dove rimarrà, fino alla sera, esposto ai fedeli.

La sera, alle ore 21 circa, i confratelli scalzi, al fine di espiare i propri peccati, e incappucciati, poiché l'espiazione deve avvenire nell'anonimato, convergono dalle proprie chiese in via Purgotti.

Da qui ha inizio la Processione del Cristo Morto che si snoda lungo le vie del centro storico toccando luoghi e monumenti più caratteristici fino ad arrivare davanti alla Chiesa di Sant'Angelo Maggiore (oggi San Giuseppe) dove il carro si arresta e il Vescovo, come da tradizione, parla ai fedeli, dal terrazzo di Palazzo Brancuti.

Al termine le Confraternite riconvergono nelle proprie Chiese e il cataletto con le statue lignee viene accolto nella Chiesa affinché venga custodito per l'anno successivo.
 
   
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