martedì
23 gennaio 2018
ore 01:26
 
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Un'ora con.......Luca Carboni
a cura di Iso & Miss

h.15:00 - Iso & Miss si incontrano per mettere a punto le domande da fare a Luca…
Un po' di emozione ci assale, e scherzando fra di noi ci chiediamo: “ma avrà ancora questo fisico bestiale?” e “il suo cuore, farà ancora ciock!?”…
L'appuntamento è alle 15.30 e con dieci minuti di anticipo ci dirigiamo in teatro, dove Luca sta provando.
Abbiamo aspettato il suo arrivo controllando il funzionamento di registratore e fotocamera, quando ecco che.. ci compare davanti!
“Siete voi le giornaliste?”
Noi ci guardiamo perplesse e …
“Si, siamo noi”
E l'avventura ha inizio!



D: “Autoritratto”, un libro di pensieri e immagini raccolte nei tuoi 20 anni di carriera.
Cosa vuoi comunicare al tuo pubblico col tuo primo libro in questo determinato momento storico?
R:
Ho valutato l'idea di creare un libro con l'intento principale di raccontare una passione che è nata insieme alla musica: quella del disegno.
Il materiale è stato ripreso dai miei appunti e diari, con le idee che hanno fatto nascere i miei dischi.
Scorrendo questi diari mi sono accorto che il libro era già fatto.
Ed in particolare il primo capitolo è un tentativo di descrivere quella che è stata la mia generazione, una generazione che arrivando dagli anni settanta rifiutava la visione ristretta di vedere il mondo diviso solamente fra comunisti e democristiani, Stati Uniti e Unione Sovietica.
Grande era la voglia di guardare il mondo in modo diverso e forse questo ha portato alla nascita di un'altra generazione più individualista e staccata dai gruppi politici.
Una generazione, quella di oggi, meno unita su certi temi, ma non senza valori come spesso è stata descritta, più attenta a quello che succede nel mondo e più impegnata socialmente.
Una generazione che parla meno, fa molte cose ma che non viene tanto capita.

D: Un'icona così rappresentativa come te degli anni '80, con che occhi vede la generazione di oggi?
R: Secondo me è molto più simile alla mia di quello che possa sembrare, forse più libera rispetto al passato riguardo a certi temi.
Devo comunque dire che non la conosco fino in fondo.

D: Ogni generazione ha avuto uno stile musicale rappresentativo, secondo te qual è il genere che più ci appartiene adesso, visto che ci si ispira molto al passato?
R:
Oggi come ieri non c'è un genere rappresentativo in assoluto.
Le nuove band ed artisti si ispirano profondamente agli anni settanta e ottanta, visto che sono stati anni molto importanti musicalmente; si vanno a recuperare pezzi, stili, a fare cover; per questo risulta un momento creativo forse un pò troppo influenzato dal passato.
Questo però credo che ciclicamente accada, in quanto può essere un segnale che non piace tanto quello che succede oggi, delle volte è anche un percorso che dal passato può far nascere nuove cose e stimolare nuove idee.
I ragazzi di oggi non soddisfatti di quello che la musica ha dato di recente vanno a ricercare dei valori musicali e la verità contenuta in quei vecchi dischi.

D: A chi ti sei ispirato agli inizi della tua carriera e chi ammiri del panorama musicale contemporaneo?
R: La musica italiana l'ho scoperta dai miei fratelli più grandi attraverso i loro nastri, ed i primi dischi che mi hanno particolarmente emozionato e che mi hanno fatto capire la forza della canzone erano incisi su di un nastro dove da un lato c'era Rimmel di De Gregori e dall'altro lato Lucio Battisti. Da quel momento ho iniziato ad approfondire questo genere musicale.

D: Cosa ne pensi della musica d'autore attuale?
R: Quando ho iniziato io nell' ottantaquattro era molto difficile sfondare come cantautore, in quanto pesava su di noi il successo dei miti anni settanta.
Per un lungo periodo le case discografiche non stipulavano più contratti di questo tipo e molti cantautori si sono trovati costretti a diventare autori a loro volta per altri cantanti..
Invece oggi fortunatamente si è riaperta questa strada, e si è data la possibilità di emergere ad artisti di rilievo come Carmen Consoli, Daniele Silvestri e Niccolò Fabi.

D: In una società dell'apparire come la nostra, è stato difficile per te continuare ad esprimere la tua arte attraverso la musica senza svendere la tua immagine?
R: La mia è stata una scelta: mettere davanti, la musica, le canzoni e quello che faccio alla mia immagine.
Anche se all'inizio della mia carriera non è stato capito; infatti quando avevo 21 anni i giornalisti non parlavano tanto della mia musica quanto del fatto che piacevo alle ragazzine.
In realtà in quel periodo come adesso, ho sempre messo davanti le mie canzoni a qualunque altro meccanismo promozionale che il nostro mondo ci impone; e sono contento così.

D: Perché il primo Live arriva solo adesso, dopo 20 anni di carriera, a celebrare 10 anni di successi che vanno dal 1992 al 2002?
R: Ogni volta che facevo un tour registravo anche dal vivo, poi però ogni volta mi sembrava che il lavoro fosse troppo simile all'album precedentemente pubblicato.
Ma il fatto di averli registrati tutti mi ha dato molto materiale che riassume tanti anni di musica dal vivo e mi sembrava più bello fare un percorso più ampio, raccogliendo momenti diversi, non semplicemente il live del tour appena concluso.
Questa non sarà una tournée lunga ma un esperimento per raccontare questo libro attraverso un concerto

D: Il tuo doppio cd “Autoritratto Live” verrà messo in vendita in tutti i negozi di musica e nelle edicole al prezzo di € 15,90, perché?
R: Dato che sono sempre meno i negozi di musica nelle province, arrivando anche nelle edicole si riesce ad effettuare una distribuzione capillare in tutta Italia ad un prezzo accessibile a tutti, vista la crisi del mercato discografico.

D: Parliamo di Cagli. E' la seconda volta che scegli la nostra città per l'anteprima nazionale del tuo tour, come ti sei trovato e cosa ne pensi della gente del posto?
R: A Cagli sono tornato volentieri perché due anni fa è partito da qui un tour molto fortunato: quaranta concerti sempre tutto esaurito in tutte le città d'Italia e altri trenta fatti d'estate che hanno avuto pari successo
Il teatro è bellissimo, la gente accogliente e per questo sono molto contento di ripartire da qua.

Luca ci saluta e torna a provare, noi gli facciamo un grande in bocca al lupo per il suo tour sperando che Cagli continui a portargli fortuna come due anni fa, e sperando che torni ancora una volta!

 
   
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