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La storia della Chiesa di S.Angelo Minore

Data: 13/12/2006
Autore: Polidori S.
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Continua la serie di approfondimenti sulla Chiesa di S.Angelo Minore in occasione della prossima riapertura dopo i restauri

La Chiesa di Sant’Angelo Minore viene ufficialmente eretta il 7 aprile 1362, con una “Bolla” redatta dal Capitolo di San Giovanni in Laterano, tutt’ora conservata in pergamena nella chiesa stessa. La “Bolla” sancisce la nascita ufficiale sia della chiesa che della confraternita di Sant’Angelo Minore, detta de’ Nobili, a cui venne affidata la custodia dell’edificio.
La Confraternita di Sant’Angelo Minore, risulta essere poco conosciuta anche a causa della confusione che nei secoli si è creata nei riguardi di questa associazione. Molti la confondono con la Congregazione dell’Immacolata Concezione, detta degli Artieri, fondata martedì sera primo febbraio 1611, da dodici Fratelli che avevano ottenuto la licenza dal Vicario Generale del vescovo Bili, il signor Ippolito Alberini.
In realtà esistono documenti manoscritti sia della Confraternita de’ Nobili, che della Congregazione degli Artieri, per periodi coincidenti fino al XIX secolo a testimonianza della contemporanea esistenza delle due associazioni “cugine”.
La Confraternita di Sant’Angelo Minore e quella dell’Immacolata Concezione svolsero numerose attività all’interno della Chiesa di Sant’Angelo Minore, questa condivisione di sede ha creato nel tempo l’equivoco.
Numerose furono le opere caritative di cui si occuparono i confratelli:

- OSPEDALE
La “Bolla” spedita dal Capitolo di San Giovanni Laterano, il 7 aprile 1362, fa riferimento al consenso dato per l’istituzione di un ospedale: si trattava in particolare di una struttura interna alla chiesa stessa. Nel XIV secolo il termine ospedale indicava sia il vocabolo latino “hospitalis,e”, cioè “ospitale, dell’ospite o degli ospiti, largo di ospitalità” che “hospitalia, ium”, significante camere degli ospiti. All’epoca le Confraternite mettevano a disposizione i loro edifici, raccoglievano i fondi e i loro membri vi lavoravano come visitatori ed ispettori. Lo scopo primario dell’ospedale presente nella chiesa in realtà, era quello di venire incontro a persone molto povere che non potevano permettersi diverse sistemazioni.
L’ospedale della Chiesa di Sant’Angelo Minore era molto attivo, tant’è che già nel 1531, vennero registrate opere di ricostruzione e ampliamento di questa struttura. Con il passare del tempo questa istituzione si diresse verso una forma di “specializzazione”: intorno alla fine del XVI secolo divenne un di ricovero per le “bizzoche”, cioè per le donne anziane, vedove o inferme che chiedevano di potervi “habitare”. Tale struttura rimase attiva fino al 1650, dopo tale data il locale rimasto vuoto, venne utilizzato come nuovo deposito per il grano.

- BREFOTROFIO
Un’altra importante attività svolta nella chiesa di Sant’Angelo Minore dai confratelli era quella legata all’accudimento degli “esposti”.
Accadeva spesso che donne in difficoltà lasciassero i loro figli davanti alle porte di chiese e Confraternite. La chiesa di Sant’Angelo Minore non era davvero dotata di un “torno” (Ruota degli esposti) , ma aveva numerosi vantaggi per chi prendeva questa decisione: tra essi la riservatezza. Infatti la sua posizione ad un crocevia, consentiva l’abbandono del bambino e il dileguarsi rapido dell’espositore in una qualsiasi delle viuzze trasversali. D’altronde la loggetta, piccola ma ben raccolta, offriva protezione al bambino durante le intemperie e le notti di vento. Le dimensioni ristrette della chiesa portavano a sperare in un’accoglienza intima e calorosa.
Di fronte ai numerosi casi di “esposti”, i confratelli decisero di organizzare, nei locali della chiesa di Sant’Angelo Minore, un brefotrofio (cioè un istituto in cui si crescono neonati illegittimi o abbandonati) in grado di provvedere alla raccolta di questi bambini e alla loro cura durante i primissimi giorni. Poi attraverso riunioni straordinarie del Consiglio delle Confraternite, si affidava il bambino alle balie. Una volta cresciuto, veniva autorizzata la restituzione ad un genitore, qualora si fosse presentato, oppure veniva affidato ad alcune famiglie a cui poteva servire come aiutante nei lavori agricoli o artigianali.



- DOTI
I confratelli della chiesa di Sant’Angelo Minore inoltre prestavano attenzione alla raccolta di fondi per sostenere le doti delle ragazze.
Le suppliche d’aiuto in questa direzione erano molteplici, ma si evince dai documenti che non tutte vennero accolte e che alcune vennero preferite ad altre. Infatti nel caso in cui la ragazza era in possesso di beni immobili personali, poteva offrire quelli come dote e quindi non aveva bisogno di elemosina. Inoltre se la dote promessale si aggirava attorno ai 50 fiorini (cifra consistente per l’epoca), i confratelli potevano rifiutarsi di aiutarla a raggiungere tale somma perché troppo elevata. In tal senso nei documenti conservati si raccomanda proprio di avere cura delle fanciulle più bisognose.

- RACCOLTA DENARO E ALIMENTI PER ELEMOSINE
I confratelli di Sant’Angelo Minore si dedicarono in vari momenti al problema della povertà sotto le più svariate forme, concedendo aiuti a poveri bisognosi e malati; si occuparono poi di opere destinate al bene pubblico: costruzione di ponti, strade, strutture; inoltre destinarono numerose sovvenzioni al Monte di Pietà di Cagli.
Per provvedere alle diverse opere di sostentamento necessitavano però di fondi consistenti. E’ certo che parte delle sovvenzioni venissero elargite dalla Chiesa istituzionale, la maggior parte degli aiuti tuttavia, giungeva dai lasciti testamentari. Gran parte delle entrate in denaro inoltre proveniva dal ricavato dei poderi, attraverso la vendita di prodotti agricoli, l’allevamento di pecore e maiali e i loro derivati: lana, formaggio e porchette, etc. Parte dei sostegni economici giungeva ai confratelli dagli stessi iscritti, specie nei periodi di difficoltà. Nella logica delle istituzioni di carità, i beni temporali e materiali posseduti da alcuni privilegiati dovevano tramutarsi in mezzi necessari a favorire l’unione spirituale tra gli uomini, a conferma della loro uguaglianza.

Vanno comunque ricordate anche le OPERE DEVOZIONALI che videro impegnati i confratelli. Il cappellano della chiesa celebrava le canoniche liturgie e messe di suffragio per le anime dei defunti, specie di coloro che erano stati associati o avevano lasciato beni in eredità alle Confraternite.
Tra le celebrazioni non va dimenticata la partecipazione alle varie processioni che caratterizzavano l’anno liturgico ed erano seguite da tutta la popolazione. Ancora oggi i confratelli vivono con la stessa commozione e profondità gli avvenimenti che rievocano la memoria storica di quei secoli e la Processione del Venerdì Santo rappresenta il momento più alto ed intenso di queste manifestazioni.
La riapertura della chiesa di Sant’Angelo Minore ha un giusto valore storico e culturale, ma è sicuramente motivo di orgoglio per i confratelli e per tutti i cittadini di Cagli.
 
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